“WINKTE” LAKOTA di Kenneth Dollarhide, Ph.D*

twospirits
Coppia di Winkte Lakota

WINKTE – LAKOTA
by Kenneth Dollarhide, Ph.D*

Traduzione di Mirella Izzo e Matteo Manetti
All Rights Reserved to Kenneth Dollarhide and, for italian translation, to Mirella Izzo and Matteo Manetti

Sono un sangue misto, Oglala Lakota. Sono nato e cresciuto nella riserva di Pine Ridge ed ho vissuto nelle città di confine lì vicino sia in Sud Dakota, sia in Nebraska. I miei primi ricordi di una persona wi bnkte risalgono a quando ero bambino. Ero con mia nonna ad una cerimonia a Pine Ridge, forse avevo 10 o 12 anni. Un bambino camminò vicino a noi indossando un vestito da donna marrone. I suoi capelli avevano stretti riccioli; penso che fosse chiamata “permanente alla barboncino”. Chiesi a mia nonna perché quel ragazzo stesse indossando un vestito da donna. Lei mi rispose con molte parole: “zitto. Quello non è un ragazzo, è una winkte . Se la stuzzichi, ti nuocerà e potrebbe anche fare di te una winkte. Perciò devi sempre trattarla con rispetto ed essere gentile con lei.” Non sapevo esattamente cosa mia nonna intendesse con la parola winkte, ma sapevo anche allora che la persona winkte aveva qualcosa a che fare con la magia ed il mistero, e volevo scoprire qualcosa su questo potere e come un ragazzo diventasse una ragazza e una winkte.
Cominciai a fare domande circa l’essere winkte, ma tutti quelli a cui chiedevo mi dicevano di correre via e non essere stupido. Alla fine chiesi a mio zio Eddie che, a parte il suo dovere militare, aveva speso l’intera sua vita nella riserva. Egli mi disse che una persona winkte è soltanto una femminuccia. Io fui deluso e gli dissi che cosa diceva la nonna e che lui si sbagliava. Mi sorrise e mi mandò via. Quel novembre quando si avvicinò il mio compleanno, mi diede un regalo. Io ero così felice, soltanto sapendo che era il pallone che io volevo. Aprii la scatola: era una bambola! Mio zio Eddie disse che io volevo sapere a proposito delle femminucce, e così dovevo volere una bambola. Non avrei ricevuto altri regali da lui fino a molti anni più tardi, poco prima della sua morte, quando mi diede una pelle di daino decorata di perline e il cinturino di un orologio confezionato da una winkte.
Ciò che non capivo a quel tempo era che delle persone winkte non si parlava neppure. Anche oggi, ci sono quelli che preferirebbero che questa tradizione non fosse conosciuta o discussa. Questo soprattutto perché i primi missionari, il Governo americano ed i cristiani laici chiesero (e spesso continuano a chiedere) la distruzione totale delle altre fedi e tradizioni. Da qui l’attacco storico e continuo alle tradizioni dei Nativi, tutto in nome del portare Dio e civiltà ai pagani che avevano/hanno una società aperta e tollerante – qualcosa, forse, di cui i missionari mancavano.
Leslie Marmon Silko descrive la visione del mondo dei vecchi Pueblo nel suo libro di racconti autobiografici “Yellow woman and a beauty of the spirit”: “prima dell’arrivo dei missionari cristiani, un uomo poteva vestire come una donna e lavorare con le donne e anche sposare un uomo senza alcun clamore. Ugualmente, una donna era libera di vestire da uomo, di cacciare e di andare in guerra con gli uomini, e di sposare una donna. Nella visione del mondo dei vecchi Pueblo, siamo tutti una miscela di maschile e femminile, e questa identità sessuale è in costante cambiamento. L’inibizione sessuale non cominciò fino all’arrivo dei missionari cristiani”

Non pensai alle persone winkte per molti anni. Ero troppo occupato con la mia vita da adolescente e la mia crescita. Dopo aver servito nell’Esercito, cominciai il college al J.I. Bill all’università del Nebraska. Un amico, anche lui un veterano, chiamò una notte e disse che con la sua ragazza Belinda stava venendo per portarmi a prendere una birra o un caffé. Come salii nel sedile posteriore, notai una ragazza seduta. Dissi: “ciao, mi chiamo Ken”. Il mio amico si girò e mi disse: “questo è Charlie ed è un queer”. Charlie rise e disse molto poco.
Venne fuori che vivevamo uno vicino all’altro e gradualmente diventammo amici. Venni informato dalla ragazza del mio amico, Belinda, su chi era il mentore di Charlie, che Charlie preferiva essere chiamato Charlene ed era transessuale. Da allora in avanti la chiamai sempre Charlene e usai sempre i pronomi femminili per riferirmi a lei. Ella risvegliò le mie prime domande circa le persone winkte.
Cominciai a provare a saperne di più circa le persone winkte, e tornai alle storie, ai miti e alle leggende della gente Lakota.
Sogni e visioni sono centrali nella società Lakota. Niente avviene – sia esso caccia, feste di guerra, affiliazione a società particolari – senza una ricerca di un sogno, di una visione.
Sogni e visioni possono arrivare sotto varie forme: come un animale, uno spirito, una persona, o anche un oggetto inanimato. Questi sogni e visioni spesso determinano il posto e il ruolo di una persona nella società.
Ad esempio, c’è la leggenda della Donna dal Doppio Volto ( Anukite ). Coloro che sognano Anukite, che ha una faccia sia maschile sia femminile, divengono esperti nell’artigianato delle donne: tessitura, conciatura, infilare perline e fare vestiti.
Ai maschi che la sognano viene richiesto di scegliere tra essere maschi o femmine.
Ci sono anche coloro che sognano di una wakan win – una donna sacra – o di una mucca bufalo ( pte winkte) . Ad essi è richiesto di diventare donna per sempre, sposare un uomo e fare lavori da donna.
Walter Williams descrive questa “cerimonia della scelta” in una discussione degli indiani Omaha, un’altra tribù delle pianure.

“Quando un ragazzo Omaha vede in una visione l’Essere Luna, lo spirito tiene in una mano un arco e frecce da uomo, e nell’altra una cinghia da imballaggio da donna. Quando il giovane cercava di afferrare arco e frecce, l’essere luna incrociava molto rapidamente le mani, e se il giovane non era molto attento prendeva la cinghia da imballaggio, in questo modo fisssando il proprio destino nella vita futura. In tali casi egli non poteva evitare di agire come una donna, parlando, vestendo e lavorando proprio come era solita fare una donna indiana (Williams, 1986, p. 29 citazione da “James O. Dorsey, A study of Siouxan cults, Bureau of American Ethnology – Annual report 11, 1989-90 , p. 378).

Diventa quindi un dovere sacro e spirituale e una responsabilità ubbidire a questa visione, sia che il soggetto desideri o meno essere winkte.
Comunque c’erano volte in cui il Sognatore avrebbe resistito a questo sogno o visione fino a quando fosse stato obbligato a sottomettersi ad esso. Se uno resisteva, qualcosa di terribile sarebbe accaduto alla famiglia, al clan o addirittura alla tribù. A volte qualcuno si sottometteva solo dopo che un disastro lo forzava ad accettare la sua vera natura. Lame Deer, un Holy Man Lakota, disse: ” se la natura (Wakan Tanka) mette un carico su una persona rendendola diversa, le dà un potere spirituale speciale ” (Lame Deer, p. 127).
La tradizione winkte, tra l’altro, rende possibile una società Lakota inclusiva. Nessuno, senza riguardo per le differenze individuali, è escluso dalla partecipazione totale alla società più grande. Invero, tra i Lakota, l’unicità e le differenze individuali sono visti come doni e benedizioni del Creatore, visto che pongono l’individuo che le possiede in un ruolo rituale centrale all’interno della tribù.
Ci sono quattro classi di gente “wakan santa o sacra”: Wapiyapi (curatori); Wakan kaga (artisti);Wicahmunga (maghi), Winkte (vedi William Powers, Sacred Language , p. 181 e seguenti). Tutti costoro sono stati dotati da Wakan Tanka di doni unici. Tra i Lakota l’unicità è una benedizione. Per questo il Lakota può dire “diversamente dall’uomo bianco, noi indiani non buttiamo via nessuno.”
E’ interessante che in diverse biografie molte donne transgender e transessuali parlino di aver rifiutato la loro natura femminile; è soltanto dopo varie crisi – emotive o fisiche o entrambi – che alla fine esse accettano la loro vera e autentica natura femminile. Dopo essersi accettata come trans, l’autrice di queste biografie, spesso riferirà di quanto è sorpresa dal numero di persone che l’accettano. Questa accettazione è possibile solo dopo che lei stessa è desiderosa di accettarsi per quello che è. Questo è esattamente ciò che i Lakota intendono quando si dice che uno deve accettare la propria natura.
Cosa significa winkte? win significa “donna”; kte è una forma di futuro, “sarà”; winkte significa “sarà donna”. (anche se, come si è letto precedentemente, tra i lakota erano diffusi anche transgender ftm. Ndt)
Tra i Lakota è noto che alle persone winkte sono dati certi di poteri dal Creatore, Taku Wakan o Wakan Tanka. La persona winkte è Wakan, sacra. Spesso ha poteri curativi e conoscenze mediche. E’ colei che dà ai ragazzi i nomi sacri segreti, spesso è chiamata a partecipare alle cerimonie delle ragazze. E’ conosciuta per la sua compassione e saggezza, e spesso giovani uomini e donne vanno da lei per consigli e parole di guida per quanto riguarda faccende di cuore e amore. E’ anche nota per il suo profondo amore per i bambini, e spesso gliene sono affidati perché li cresca. Spesso si prende cura dei più vecchi. Inoltre, le persone winkte erano anche note per essere cacciatori di piccole prede, ma non partecipavano alle cacce al bufalo.
Andavano spesso, invece, alle feste di guerra ed erano conosciute per essere guerrieri molto coraggiosi. C’è, in effetti, la prova di un winkte Crow che combattè con Custer contro i Lakota nella battaglia di “Little Big Horn”.

“Si, una donna Crow combattè con Free Stars, due di loro lo fecero a dir la verità; ma una non era nè uomo nè donna. Sembrava un uomo, eppure vestiva da donna, e aveva il cuore di una donna. Inoltre, faceva un lavoro da donna. Il suo nome era “Finds-Them-and-Kills-Them” (Li-Trova-e-li-Uccide, ndt). Ella non era un uomo, e neppure una donna,” ripetè Pretty-Shield. ” Ella non era forte come un uomo, ed era anche più saggia di una donna. Due donne, una di loro non proprio una donna, combattè con Free Stars, e io spero che tu lo metterai in un libro, Sign Talker, perché questa è la verità.” (Frank Linderman, “Pretty Shield, Medicine Woman of the Crows”, p. 228-231 ).

Quelli che pensano che le persone winkte siano “checche” si sbagliano.
Tra i Lakota, in realtà tra molte tribù, un elemento molto importante nel definire se uno è maschio o femmina, è il ruolo funzionale che questi ha nel gruppo. Per esempio, una winkte può a volte trascendere il ruolo femminile; cioè, una winkte può partecipare ad una festa di guerra, ma ritornerà al suo ruolo funzionale di donna, cucinando, cucendo vestiti, raccogliendo bacche, infilando perline, conciando pelli.
Il suo humor è ben conosciuto e compreso, e così la sua rabbia se è troppo ingannata.
Se qualcuno dovesse ingannare una persona winkte, ella può dargli un nome pubblico veramente volgare. Lasciatemi fare giusto un paio di esempi della sua rabbia e del suo potere all’interno della tribù. Uno viene da un racconto del 1780 che spiega che “Slukela Raka Iwoto” (“Slukela si imbattè nel raka”). (Walker, Lakota Society , p. 127). Raka è un gioco con un bastone e la persona chiamata Slukela barò e perse tutti i suoi cavalli, armi e tutti i suoi vestiti giocando a Raka. Il nome Slukela, che è arrivato fino a noi – e il solo nome pervenutoci con cui queta persona è conosciuta – è un nome dato da una persona winkte. Significa “pene scorticato”.
C’è un racconto del 1872 di qualcuno chiamato Anog Onze che uccise una coppia di indiani Crow. Questo significa “Ano-da-Entrambe-le-Parti” (Walker, Lakota Society p. 147). Sospetto che questo nome descriva adeguatamente ciò che una persona winkte pensava di quest’uomo in particolare! Tale è il potere winkte.
La persona winkte è accettata perché è parte della Creazione. Può essere unica, può essere diversa, ma quell’unicità è ciò che la rende sacra e onorata dalla tribù.
Per citare di nuovo Leslie Marmon Silko: ” persone nate con eccezionali differenze fisiche o sessuali erano altamente rispettate ed onorate perchè le loro differenze fisiche davano loro posizioni speciali come mediatori tra questo mondo ed il mondo dello spirito “. p. 67.
Mi sembra che coloro che parlano della tradizione “Two Spirit” (Doppio Spirito. Ndt) e presentano questa tradizione come genuinamente più complessa e interessante della robaccia binaria tradizionale non stanno ancora adeguatamente descrivendo la tradizione winkte perché la nozione “Two Spirit” viene riferita ancora alle relazioni tra organi sessuali. Troppo spesso, anche questi studiosi sembrano essere ancora focalizzati su ciò che sta tra le gambe della gente e falliscono nel comprendere che c’è di più quando si parla di winkte.
Tra molte popolazioni native, esiste la nozione di due sessi e quattro o più generi:
organi sessuali maschili / genere maschile
organi sessuali femminili / genere femminile
organi sessuali maschili / genere femminile
organi sessuali femminili / genere maschile
Questo è un concetto interessante, e va decisamente contro il modello della tradizione monoteistica “due sessi / due generi” – ossia la nozione binaria di sesso e genere che domina la società occidentale. E’ questa nozione che guidava il concetto del “Two Spirit” (Doppio Spirito, ndt) che divenne popolare intorno al 1990 e che è il termine usato per primo dagli omosessuali indiani americani.
Potrei sbagliarmi, ma mi sembra che molta della tradizione chiamata “Two Spirit” si focalizzi sulle relazioni “stesso sesso / stesso genere”. Senza fare alcun tipo di considerazione sui valori, obbietterei che la tradizione Winkte ha poco a che fare con le relazioni “stesso sesso / stesso genere”; essa infatti non si riferiva/riferisce a relazioni tra persone dello stesso sesso.
La persona winkte tradizionale aveva un marito o un amante? La risposta è solitamente positiva. Questa era una relazione omosessuale? Credo che la risposta sia no. La ragione per cui questa non si può considerare una relazione omosessuale sta nel fatto che la persona winkte è di genere femminile e non è un maschio. Secondo la tradizione Lakota, è abbastanza naturale che un uomo desideri una donna e viceversa. Una winkte è una donna, quindi desidera un compagno maschio. Ciò che è realmente importante notare qui, è ricordare che l’attenzione non è sul sesso ma sul genere. Il genere di una persona è molto più importante dei suoi organi sessuali. Si tratterebbe di una relazione omosessuale solo se uno si attenesse al modello monoteistico binario di sesso e genere! Se una persona capisce il paradigma “due sessi/quattro generi”, allora deve capire che il genere – che è ciò di cui si è consapevoli di essere – è molto più importante degli organi sessuali che ci accade di possedere. Questo non significa che gli organi sessuali non siano importanti; ovviamente, nella maggior parte dei casi lo sono. In ogni caso, gli organi sessuali da soli non possono fare e non fanno una femmina o un maschio.
La sacralità della persona winkte -ciò che la rende wacasa , sacra – non ha nulla a che fare coi suoi organi sessuali, mentre ha tutto a che fare col suo genere.
Ella è wacasa perché ha la capacità unica di vedere la totalità del mondo, non soltanto da una prospettiva maschile, non soltanto da quella femminile, ma da entrambe!
Ella è sia maschio sia femmina, e nè maschio nè femmina. Vive in un mondo che comprende entrambi e li nega nel medesimo tempo. Vive in quell’unico spazio sacro dove lei sola può esistere, quel luogo dove ognuno di noi esisteva prima dell’inizio delle differenze di genere e di sesso.
Quando una persona winkte osserva il mondo, quando confronta il mondo e tutto ciò che vi appare, ella non desidera “conoscere” il mondo o anche trasformare i segreti che risiedono nella creazione; al contrario, ella è inserita nel reale mistero dell’esistenza e desidera enfatizzare quei reali misteri, in quanto tali.
C’è nella persona winkte un’unica e dinamica relazione che esiste tra lei – il soggetto-conoscitore – e l’universo – l’oggetto-conosciuto, che può essere espressa solo accettando senza domande quel reale mistero che racchiude l’oggetto, il mondo.
Spazio sacro non significa che lei dovrebbe camminare in giro a testa bassa a mani giunte; nè che sia una dea o una sacerdotessa di qualche sorta; nè che possa mettere in atto qualche sorta di miracolo. La sua sacralità sta nella sua quotidiana ordinarietà.
Le persone winkte non sono viste come un pericolo per la società, ma piuttosto, nelle parole di Marjorie Anne Napewastewin Schutzer, come “…una affermazione dell’originale unità umana pre-genere… rappresentativa di una forma di solidarietà e completezza che trascende le divisioni degli esseri umani in uomni e donne”.
Essere sacri alla maniera Lakota significa avere i piedi fermamente piantati in terra, sapere chi sei e dove ti trovi fisicamente e sapere che quel luogo è sacro perché tu sei lì.
Quando le nostre società alla fine riconosceranno la persona transgender per quello che lei/lui è, ci apriremo alla possibilità di contributi alla società che siano nuovi, unici, meravigliosi e nonostante ciò non completamente realizzati.
Attraverso il riconoscimento della sacralità di una persona transgender, potremo riconoscere la sacralità in ogni essere umano. Potremo vivere in un mondo dove esistono tutte le possibilità, dove sarà possibile per tutti noi vederci come qualcosa di prezioso – e, così, le violente esplosioni di paura, ignoranza e odio spariranno e nessuno dovrà combattere per il proprio posto nella società. Ognuno avrà un posto, un posto speciale e sacro. Gli Indiani dicono: “ciascuno è sacro; non abbiamo persone da buttare”.
La persona transgender-winkte che osserva se stesso/a, che riflette su se stesso/a, e che richiama il proprio passato vicino o lontano, invece di darsi alle ordinarie attività di vita, è libero/a di essere se stesso/a. Il fallimento nel soddisfare questo bisogno comprometterà ed effettivamente compromette tutto il possibile equilibrio.
Anche se ella incorre in gravi pericoli nel perseguire questo bisogno, è ancora più pericoloso rifiutare questi avvertimenti, cioè di essere ciò che si è nati: winkte.
Essere winkte/transgender, ha poco a che fare con l’orientamento sessuale e molto a che fare con l’identità di genere. Essere transgender significa negare il rigido binario del monoteismo politico e abbracciare ciò che di sacro esiste nel mezzo; significa aprirsi alla totalità di se stessi e di conseguenza all’Altro.
La connessione tra la nozione tradizionale del/della Winkte e l’attuale comunità transgender, sta – credo – in questo regno spirituale in cui uno accetta se stesso, e questa accettazione apre tutte le altre possibilità.
Quando la società comprenderà che il genere è un continuum e non un sistema rigidamente definito, saremo finalmente in grado di sviluppare wacin kiciyuzapi, il Mutuo Rispetto per tutte le Creazioni di Wakan Tanka.

*Kenneth Dollarhide ha una laurea in “Studi Religiosi” ed ha pubblicato sui temi delle religioni Native Americane e sul Buddismo. Questo scritto è stato originariamente presentato al “Southern Comfort 2000” ad Atlanta, USA.