Convocazione Assemblea Ordinaria

Carissimi/e soci/e,Venerdì 30 ottobre 2020 è convocata l’Assemblea Ordinaria in prima convocazione ore 14 e in seconda convocazione sabato 31 ottobre ore 20 in videoconferenza tramite Skype, i soci verranno contattati nei prossimi giorni per i dettagli tecnici relativi alla partecipazione.

Gli ordini del giorno saranno i seguenti:

1)Relazione Attività sociale 2019 e Programma 2020.

2)Approvazione Bilancio Consuntivo 2019 e Preventivo 2020.

3)Varie ed eventuali.

Come da statuto all’assemblea potranno votare solo gli/le iscritt* da almeno da tre mesi.

Ricordiamo che:Il DPCM 26 aprile 2020, e successivi, ha confermato il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati (art.1, c.1, lett. d), così come la sospensione delle manifestazioni organizzate, degli eventi e degli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, svolti in luogo pubblico o privato (art.1, c.1, lett. i). È stata inoltre differita almeno fino al 17 maggio (termine di efficacia del Decreto) ogni altra attività convegnistica o congressuale (art.1, c.1, lett. s).

La possibilità di riunire gli organi sociali in videoconferenzaIl Decreto “Cura Italia” ha previsto (all’art.73, c.4) per le associazioni (sia riconosciute che non riconosciute) e le fondazioni la facoltà di riunire gli organi sociali in videoconferenza, anche qualora tale modalità non sia espressamente contemplata nello statuto.

Il testo definitivo del “Cura Italia” ha esteso il termine di approvazione dei bilanci al 31 ottobre 2020 per tutti gli enti non profit (associazioni, fondazioni e comitati) e in generale a tutti gli enti non commercialiIl Consiglio Direttivo

INFORMAZIONI UTILI

E’ doveroso ricordare a tutt* che ovviamente le nostre riunioni sia aperte ai soci e alle socie che di direttivo nel rispetto del DCPM 9 marzo 2020 e successive proroghe non avranno luogo tranne quelle del Consiglio Direttivo interne via telematica.

Segnaliamo inoltre che Il DL n. 18 del 17 marzo 2020 introduce importanti novità che riguardano il Terzo Settore: L’art. 35 prevede , che le ODV, APS e ONLUS – per le quali la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricade all’interno del periodo emergenziale come stabilito dalla delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 (e cioè entro il 31 luglio 2020) – possono approvare i propri bilanci entro il 31 ottobre 2020, anche in deroga alle previsioni di legge, regolamento o statuto.

Di conseguenza quando sarà terminato il periodo emergenziale vi comunicheremo la prima data disponibile per l’Assemblea Ordinaria.

Nel contempo potete continuare a seguirci qui, su Twitter, sulla nostra pagina Facebook e nella mailing list.

Convocazione Assemblea Straordinaria

A nome del Consiglio Direttivo per Sabato 27 Luglio 2019 è indetta l’Assemblea Straordinaria in Salita del Prione 26/2 in prima convocazione alle ore 20, in seconda convocazione ore 21 coi seguenti ordini del giorno:

1) Modifiche statutarie D.lgs 117/17 – Approvazione Statuto sociale

2)Varie ed eventuali.

Il Presidente

Federico Caprini Acquarone

Ricordo che possono votare solo gli/le iscritt* da almeno 3 mesi con possibilità di rinnovo in loco e che è possibile solo una delega per persona tramite lettera/email

Convocazione Assemblea Ordinaria


Car* soc* e amic*,

A nome del Consiglio Direttivo per Venerdì 29 marzo 2019 è indetta l’Assemblea Ordinaria in Salita del Prione 26/2 in prima convocazione alle h 20, in seconda convocazione h 21 coi seguenti ordini del giorno:



Relazione attività 2018 e programma 2019
Approvazione bilancio consuntivo 2018/preventivo 2019
Varie ed eventuali.

Il Presidente

Federico Caprini Acquarone


Ricordo che possono votare solo gli/le iscritt* da almeno 3 mesi con possibilità di rinnovo in loco e che è possibile solo una delega per persona tramite lettera/emaila

Transgender Day of Remembrance

Martedì 20 novembre 2018 dalle ore 18:00 alle 19:30 

in Piazza Don Andrea Gallo

Ricordiamo con una commemorazione laica le vittime d’odio e dl pregiudizio transfobico nel 2018 in tutto il mondo.

Il Transgender Day of Remembrance o TDoR si celebra il 20 novembre, venne introdotto da Gwendolyn Ann Smith in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998, avvenuto a ridosso della data in cui si celebra la ricorrenza, diede avvio al progetto web “Remembering Our Dead” e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’evento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo

Questo evento è organizzato in collaborazione col Coordinamento Liguria Rainbow, Associazione Princesa e Comunità di San Benedetto al Porto

EVENTO FACEBOOK

Fallocentrismo, Vaginocentrismo e controrivoluzione femminista

mirella-izzo
Dopo le polemiche suscitate da ArciLesbica, abbiamo rivolto alcune domande a Mirella Izzo ideatrice del Manifesto Pangender e autrice di “Oltre le gabbie dei generi”.

 

L’estate 2017 non sarà ricordata solo per il grande caldo ma anche per le infelici uscite di Arcilesbica Nazionale, prima contro la GPA e poi nei confronti delle persone transessuali con la pubblicazione dell’articolo inglese sulla loro pagina Facebook.
La comunità LGBT ha preso posizione pro e contro, molte femministe e lesbiche hanno precisato che tali affermazioni non potevano essere fatte a nome di tutte, anch’io ho più volte postato sui vari social #notinmyname o #nonamionome per sottolineare il mio disaccordo con le posizioni di ArciLesbica.

Qualche giorno fa ho letto un’interessante intervista di Mirella Izzo su GayNews e ovviamente l’ho rilanciata su Facebook. Conosco Mirella da un po’ di anni e lei ha subito commentato il mio post proponendo la nota Fallocentrismo e Vaginocentrismo: l’altro verso della stessa “medaglia”. Ovviamente l’ho letta, trovandola molto interessante. E proprio le sue parole mi hanno stimolato alcune domande da rivolgere alla ideatrice del Manifesto Pangender e di Crisalide AzioneTrans, autrice di Oltre le gabbie dei generi e Presidente onoraria dell’associazione Rainbow Pangender Pansessuale Gaynet Liguria.

Ecco le mie domande e le risposte di Mirella Izzo.

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Perché tanta violenza sui social contro le donne transgender? Il parere di Mirella Izzo

mirella-izzo

A seguito d’un articolo in lingua inglese postato l’8 agosto sulla pagina Fb di ArciLesbica nazionale si è scatenata una grande polemica nella collettività Lgbti e non. Polemica che è stata accompagnata da un’ondata di violenza verbale sui social network nei riguardi delle donne transgender.

Abbiamo contattato Mirella Izzo, scrittrice, femminista translesbica e presidente onoraria dell’associazione Rainbow Pangender Pansessuale Gaynet Liguria, per raccoglierne l’opinione in merito a quanto sta succedendo.

L’articolo I am a woman. You are a Trans Woman. And that distinction matterspostato l’8 agosto sulla pagina fb di ArciLesbica nazionale, ha suscitato un’ondata di reazione nella collettività Lgbti e, soprattutto, tra le persone trans. Perché a tuo parere?

Vero ma non soprattutto trans. Sono rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere moltissime donne della stessa ArciLesbica o anche non lesbiche inorridire di fronte a quel post il cui succo essenziale è che le donne transgender non sono veramente donne. Altrimenti perché chiedere spazi separati e persino bagni separati a causa soprattutto della “differenza che conta”, cioè il pene.

Poi hanno un po’ corretto il tiro parlando di vissuti diversi infantili e di argomenti cui noi non avremmo diritto di parola come, ad esempio, le mestruazioni, la gravidanza e persino lo stupro. Non so se hanno idea di quante ragazze transgender vengono stuprate già in famiglia e non possono denunciare o non ne hanno la forza. Mi chiedo se le donne che hanno uteri “non funzionanti”, che soffrono di amenorrea e non possono avere figli sarebbero accolte da queste lesbofemministe Terf, che in italiano suona come lesbiche radicali trans-escludenti. Per loro le donne trans sono delle imitazioni delle donne “cis”. Sì, cis: ora posso dirlo dopo che il Dizionario di Oxford ha incluso questo prefisso nell’indicazione di genere delle persone, considerandolo giusto. Basterà darci un’occhiata.

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La nota politica (finale?) sulla questione Donne transgender e femministe

FALLOCENTRISMO E VAGINOCENTRISMO: L’ALTRO VERSO DELLA STESSA “MEDAGLIA”

In questo ultimo mese stiamo assistendo ad una sorta di controrivoluzione femminista (non tutti i femminismi, per fortuna) che contrappone al #fallocentrismo maschile una sorta di #vaginocentrismo (più chiaro, in questo specifico, di #ginocentrismo) femminile.

Il maschio è fallocentrico biologicamente. Foss’anche il meno possibile influenzato dall’educazione millenaria che ha sulle spalle, fatta di privilegi maschilisti, di patriarcato (a volte buono, ma si tratta di una concessione, non di una cessione di diritto). Lo è perché quando i testicoli si riempiono di sperma, il cervello viene inondato di segnali talmente forti affinché liberi “i sacchetti”, che alla fine lo rendono quasi schiavo dei suoi genitali. A questo punto il maschio si deve liberare. Se vive in un deserto o è particolarmente pigro o “beneducato”, se non ha un “buco” (vagina, bocca, culo, poco importa) in cui riversare lo sperma, a disposizione, si masturberà rapidamente, o se non lo farà potrà avere polluzioni notturne involontarie. Le polluzioni notturne, frequenti da adolescenti, tendono a ridursi in età adulta e se non si è ancora liberato il sacchetto ormai stragonfio si vendicherà lanciando segnali di dolore difficilmente sopportabili (patologizzato, ovviamente, in epididemite). Il maschio quindi cerca la femmina (o altro maschio o altro ancora a seconda dei suoi gusti) a qualsiasi costo. I più beneducati vanno a prostitute o cercano “nel marketplace” una donna con cui passare almeno la notte (se ha la moglie la sveglierà anche in piena notte con un impeto poco frequente che può stupire la donna)… quelli in cui la sottocultura maschilista è assoluta, per cui la donna è, alla fine, proprietà dell’uomo o almeno a sua disposizione, potrà arrivare allo stupro e, per evitare grane, dato che ora le donne iniziano a denunciare, talvolta al donnicidio. Sia chiaro, il 90% dei donnicidi hanno altre origini, modalità, avvengono in ambito familiare ecc. tutte cose che ho ben spiegato, argomentato e anche cercato di trovare escamotage per la donna in caso di “emergenza violenza”, nel libro “Donnicidio: il #femminicidio visto da una donna nata maschio”, censurato o “dimenticato” dal “movimento” dei Gender Studies solo perché traccia ANCHE un profilo biologico che porta i mammiferi maschi ad aggredire le femmine… ripeto ANCHE, da affiancare alla cultura e all’educazione ricevuta.

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