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STEREOTIPI DI GENERE

stereotipi

Una “pubblicità progresso” contro gli stereotipi di Genere, in Italia, forse, la vedranno i nostri pronipoti?

Ringraziamo Gay.it per averci proposto questo interessante video, molto moderato, che però tiene conto dei livelli di coscienza medi della popolazione rispetto ai “ruoli” che “spettano” a uomini e donne, fin da bambini

Il testo che accompagna il video e su Gay.it

NEGLI USA PARTE IL BOICOTTAGGIO AL FILM STONEWALL 2015

Negli USA è iniziata la Petizione per boicottare il film Stonewall 2015, di cui, per ora, si conosce solo un trailer e le dichiarazioni del regista. Nel trailer si vede un ragazzo bianco e “cis”. protagonista del film e scene della famosa rivolta di Stonewall (che ha dato vita a tutti i Pride del mondo) avvenuta all’interno del locale Stonewall Inn. E’ noto che il locale era frequentato da categorie ben precise di persone: Latinos, Nere di etnia e Transgender, Drag Queen, Lesbiche Dyke e Gay. In quegli anni negli USA era proibito dare da bere alcolici a chiunque fosse Gay (dove, allora, con Gay includevano lesbiche, trans e quant’altro difforme di Identità di Genere e Orientamento Sessuale). Fu proprio un controllo della polizia a scatenare la rivolta. Una rivolta che, chi l’ha vissuta, non ha dubbi nell’aver visto come protagoniste in primo piano Drag, Transgender e Dyke prevalentemente di colore (e qui per “di colore” si intendono anche i Latinos, perché loro chiamano la nostra etnia “bianchi”). Di uomini gay ovviamente ce ne erano ma non erano, all’interno del locale né la maggioranza, né la parte più attiva nella rivolta. La ormai storica scarpa lanciata da Sylvia Rivera (transgender storica) contro la polizia è stato il gesto che ha dato il là alla rivolta. Un gesto che non è solo una favola metropolitana, ma corrisponde a realtà. Così almeno ebbe a dirmi Sylvia quando ho avuto il piacere di conoscerla e di trascorrere molte ore in sua compagnia insieme ad Helena Velena, M.M e la compagna di Sylvia. Si perché lei è stata davvero, come ebbe modo di dire al World Pride di Roma “la mamma di tutti noi”. Era latinos, transgender, senza casa e lesbica. Come si direbbe da noi ironicamente “non si è fatta mancare niente”. E lei davvero lanciò la scarpa che fu il segnale della rivolta.

(CONTINUA A LEGGERE ACCEDENDO DALLA SEZIONE APPROFONDIMENTI E GUARDA IL TRAILER DEL FILM)

APERITIVO RAINBOW

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MARTEDì 11 e MERCOLEDì 12 AGOSTO

In occasione della proiezione del film PRIDE al cinema all’aperto della Fortezza, vi invitiamo ad un aperitvo “rainbow”, in cui si parlerà di temi legati al mondo LGBTQI.

Parteciperanno il COORDINAMENTO LIGURIA RAINBOW e altri attivisti, che racconteranno le loro esperienze di vita e il loro impegno sociale.

Venite a trovarci: per testimoniare, ascoltare, conoscere e porre domande in un luogo accogliente, davanti a un bicchiere e uno stuzzichino!

11/12 Agosto Aperitivo Rainbow

L’ITALIA E’ INVASA DAI MIGRANTI?

L’INVASIONE DEI MIGRANTI….?

Davvero quel che dicono sempre più esponenti politici corrisponde ad una verità fattuale? O non si sta creando – come insegnava il nazista Goebbels secondo il quale una bugia ripetuta molte volte diventa verità – un allarme sociale senza fondamento alcuno? I rifugiati sono troppi o li fanno sembrare troppi, magari mettendoli “tutti” in pochissimi e degradati (già di loro) quartieri perifierci delle grandi città? Osserviamo questo grafico dell’UNHCR:

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fonte: L’Inchiesta.it

Come si può facilmente evincere, nessun paese Europeo appare tra quelli che ospitano il maggior numero di migranti (che siano economici o richiedenti asilo o d’altro genere)…

Leggendo le parole che accompagnano il grafico del sito

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STONEWALL DA BOICOTTARE?

Negli USA è iniziata la Petizione per boicottare il film Stonewall 2015, di cui, per ora, si conosce solo un trailer e le dichiarazioni del regista. Nel trailer si vede un ragazzo bianco e “cis”. protagonista del film e scene della famosa rivolta di Stonewall (che ha dato vita a tutti i Pride del mondo) avvenuta all’interno del locale Stonewall Inn. E’ noto che il locale era frequentato da categorie ben precise di persone: Latinos, Nere di etnia e Transgender, Drag Queen, Lesbiche Dyke e Gay. In quegli anni negli USA era proibito dare da bere alcolici a chiunque fosse Gay (dove, allora, con Gay includevano lesbiche, trans e quant’altro difforme di Identità di Genere e Orientamento Sessuale). Fu proprio un controllo della polizia a scatenare la rivolta. Una rivolta che, chi l’ha vissuta, non ha dubbi nell’aver visto come protagoniste in primo piano Drag, Transgender e Dyke prevalentemente di colore (e qui per “di colore” si intendono anche i Latinos, perché loro chiamano la nostra etnia “bianchi”). Di uomini gay ovviamente ce ne erano ma non erano, all’interno del locale né la maggioranza, né la parte più attiva nella rivolta. La ormai storica scarpa lanciata da Sylvia Rivera (tra

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MISS TRANS ITALIA? NO, GRAZIE

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Leggo un articolo-intervista  a Domenico “Megu” Chionetti della Comunità di San Benedetto sul “Fatto Quotidiano che ha come argomento l’elezione di Miss Trans a Genova che non mi convince per nulla. Altrettanto non mi convince l’intervista su YouTube a Rossella Bianchi, presidente dell’Associazione Princesa.
Prima di procedere con la lettura di questo fondo vi consiglio di leggere e ascoltare i link forniti, ma in ogni caso vorrei spiegare perché Rainbow Pangender e Pansessuale, pur invitata, non ha aderito a questa manifestazione.

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TUTTI SUI BUS CONTRO LE PANFOBIE RASSEGNA STAMPA/VIDEO

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razie a Genova24.it per la foto

Successo della manifestazione genovese di solidarietà all’uomo aggredito e portato in fin di vita da un gruppo di ragazzi fobici. Presto una galleria fotografica. Le prime reazioni dei media:

COMUNICATO STAMPA “PANFOBIE” (4 agosto 2015)

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Oggi è accaduto qualcosa di significativo a Genova. Qualcosa che di per sé, si spera, non avrà gravissime implicazioni, ma che denuncia un avvitamento del clima di fobia generale che sta prendendo sempre più persone, specie i giovani. Dei ragazzi, un piccolo branco composto da “maschi” e “femmine”, su un autobus, inizia a notare un uomo vestito secondo un proprio stile non abituale. Una delle ragazze, fidanzata con uno del piccolo branco, vedendolo “diverso” da sé e dai suoi amici, magari con abiti colorati e sgargianti, si fa condizionare dalle fobie e inizia a vedere che quell’uomo, proprio quell’uomo strano sta “adocchiando” il suo (suo nel senso di proprietà privata) boy. E’ un attimo…. Lei lo dice al branco e questo non tarda a reagire pestando l’uomo fino a ridurlo in condizioni tali da essere tenuto sotto coma farmacologico a ore di distanza dall’accaduto. Accanto a questo uomo “alieno” c’era una sua amica o forse la sua compagna. Lui non era “omosessuale”. Semplicemente esprimeva, attraverso gli abiti (immaginiamo anche attraverso gli atteggiamenti individuali) il suo stile, il suo modo di essere, pensare, identificarsi, darsi una propria individualità identitaria….  Dentro una “Società” dove i “Neri” vanno cacciati in mare, i gay non devono avere diritti affettivi, le persone transgender sono delle “baracconate” (e meglio così perché “ci pensi a trovarsi una normalissima ragazza con la sorpresa quando si è a letto? “Si, ci penso, ma penso soprattutto al rischio che sta correndo lei di morire), dove il mito dell’omologazione come via per l’accettazione si scontra quotidianamente con la voglia di “sperimentare” tipica dell’età giovanile, dove si pensa (li si fa pensare) che le soluzioni sono sempre e solo individuali, che “mors tua” è “vita mea”, cosa aspettarsi d’altro? Insieme alla solidarietà totale verso la vittima, abbiamo pensato a diffondere un Comunicato Stampa che cercasse di andare oltre il gioco delle parti tra “buoni e cattivi”, tra “criminali e vittime” quando i criminali, spesso, si nascondono dietro quel che questi giovani riescono a capire.

Clicca Qui il nostro Comunicato Stampa
inviato poche decine di minuti fa ai media

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Legge 14 aprile 1982, n. 164
(in Gazz. Uff., 19 aprile, n. 106).
Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso.

Art. 1
La rettificazione di fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell’atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei caratteri sessuali. (*)

Art. 2

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